LED a dissolvenza (Livello BASE) | Arduino da Zero – #4

Dopo 10 giorni di inattività, ecco il proseguimento della mia serie Arduino da Zero!


Il progetto di oggi non lavora sulla schematica del circuito, ma sul suo codice; per cui, oggi andremmo ad analizzare bene tutte le parti del codice.

I requisiti usati in questa lezione sono gli stessi della prima, quindi per iniziare dovete recuperare la lezione #2 e recuperare lo schema pannello; per comodità, lascio a disposizione sotto lo schema pannello e il circuito.

Inanzitutto definiamo le variabili che andranno a definire la luminosità del LED, il suo incremento di dissolvenza e il suo pin:

int luminosità = 0; // livello di luminosità
int incremento = 5; // incremento della dissolvenza
int led = 8;        // pin destinato al led

Successivamente, inseriamo la funzione setup() che dirà ad Arduino di definire il suo pin n.8 come output; il suo numero pin si trova nelle variabili definite sopra:

void setup() {
  // put your setup code here, to run once:
  pinMode(led, OUTPUT);
}

Adesso arriva la parte più complessa: bisogna dare ad Arduino il comando che darà dissolvenza al LED; per farlo, passeremo il parametro LOW e HIGH (i valori booleani che definiscono l’on e l’off sulla scheda) attraverso un calcolo matematico che farà salire gradualmente la tensione da 0V a 5V.

La funzione loop() sarà quindi la seguente:

void loop() {
  // put your main code here, to run repeatedly:
  analogWrite (led, luminosità); // invia al led una tensione sempre più graduale
  luminosità = luminosità + incremento; // modifica il valore di lucentezza
  if (luminosità == 0 || luminosità == 255) // il simbolo || rappresenta un valore booleano (in questo caso: "or", che vuol dire "oppure")
 {
  incremento = incremento *-1; // Se la luminosità è al massimo, ri-esegue lo stesso procedimento al contrario per avere una dissolvenza durante lo spegnimento.
 }
  delay (50); //attende 50 millisecondi prima di ricominciare il ciclo
}


Ecco il codice completo:

int luminosità = 0; // livello di luminosità
int incremento = 5; // incremento della dissolvenza
int led = 8;        // pin destinato al led

void setup() {
  // put your setup code here, to run once:
  pinMode(led, OUTPUT);
}

void loop() {
  // put your main code here, to run repeatedly:
  analogWrite (led, luminosità); // invia al led una tensione sempre più graduale
  luminosità = luminosità + incremento; // modifica il valore di lucentezza
  if (luminosità == 0 || luminosità == 255) // il simbolo || rappresenta un valore booleano (in questo caso: "or", che vuol dire "oppure")
 {
  incremento = incremento *-1; // Se la luminosità è al massimo, ri-esegue lo stesso procedimento al contrario per avere una dissolvenza durante lo spegnimento.
 }
  delay (50); //attende 50 millisecondi prima di ricominciare il ciclo
}

E come sempre, ecco anche il file .zip contenente il codice:

NON RUBATE IL MIO LAVORO, lo condivido con voi e voglio fidarmi.

Ciao ragazzi, ci vediamo!

Accendere un LED attraverso pulsante (Livello BASE) | Arduino da Zero – #3

Basandosi sul precedente tutorial, oggi lo rifaremo basandosi sul pulsante, ma in due modi: il primo accende il LED senza essere controllato da Arduino e il secondo lo accenderà passando attraverso la scheda.


Il circuito è questo:

Il primo pulsante (S1) comanda il LED dalla scheda mentre il pulsante S2 lo comanda direttamente.

Ecco il circuito più comprensibile su breadboard:

Il codice del circuito è molto semplice: prima di tutto bisogna definire in una variabile lo stato del pulsante comandato dalla scheda e lo faremo prima di inizializzare le funzioni setup() e loop()

int stato_pulsante = 0; //Definisce lo stato del pulsante che può essere 0 se non premuto e 1 se premuto

Dopo si procede a definire le funzioni di input e output della scheda:

void setup() {
  
  pinMode(10, OUTPUT); //Inizializza il pin 10 come output
  pinMode(9, INPUT); //Inizializza il pin 9 come input così da prendere i comandi del pulsante
  
}

E infine si passa a scrivere il codice da eseguire in loop che (come unico scopo) deve rilevare se il pulsante viene premuto o no:

void loop() {
  
  stato_pulsante = digitalRead(9);
  
  if (stato_pulsante == HIGH) {
    digitalWrite(10, HIGH); //Se lo stato del led è premuto, lo rileva e accende il led
  } else {
    digitalWrite(10, LOW); //In caso contrario lo tiene spento
  }
  
}

Come circuito sembra lungo, ma in realtà è molto più semplice. Ricordate sempre che con Arduino, ogni schematica è complessa… Fino a quando non provate a collegarla voi stessi!

Se vi interessa, ecco il codice completo:

int stato_pulsante = 0; //Definisce lo stato del pulsante che può essere 0 se non premuto e 1 se premuto

void setup() {
  
  pinMode(10, OUTPUT); //Inizializza il pin 10 come output
  pinMode(9, INPUT); //Inizializza il pin 9 come input così da prendere i comandi del pulsante
  
}

void loop() {
  
  stato_pulsante = digitalRead(9);
  
  if (stato_pulsante == HIGH) {
    digitalWrite(10, HIGH); //Se lo stato del led è premuto, lo rileva e accende il led
  } else {
    digitalWrite(10, LOW); //In caso contrario lo tiene spento
  }
  
}


Come ogni lezione che farò (e soprattutto spero di fare), lascerò il file .zip contenente schematiche, circuito e codice sorgente.

NON RUBATE IL MIO LAVORO, lo condivido con voi e voglio fidarmi.

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Grazie per avermi seguito e buona giornata.

Le nostre aspettative per GittorOS

Cos’è GittorOS?

Verso la fine del 2019, stavo girando nei i siti che distribuiscono distro di Linux e gli unici siti che ho trovato che distribuiscono ancora sistemi operativi a 32-Bit erano Ubuntu (solo vecchie versioni) e Fedora.

Oramai si da per scontato che tutte le apparecchiature abbiano un’architettura 64-Bit, ma non è così; è solo un modo per “guardare al futuro” eliminando la oramai obsoleta architettura 32-Bit.

Per questo ho pensato a un sistema operativo leggero, graficamente intuitivo, basato su un vecchio rilascio di Ubuntu ma con un kernel aggiornato e diversi emulatori che di daranno ancora la possibilità di utilizzare i nostri programmi Windows.

Il post che ho scritto a riguardo l’ho caricato su VK (il seguente):

Come già detto su un vecchio post, voglio realizzare la mia distro di Linux partendo da una vecchia versione di Ubuntu (9.04). GittorOS avrà un'interfaccia grafica che dovrà essere intuitiva per l'utente che la usa, un kernel aggiornato per prevenire bug e/o crash dovuti alla retro compatibilità, un emulatore per programmi di un'altro sistema operativo (userò WinE per Windows) e una serie di programmi da ufficio (gratuiti, ovviamente) che rimpiazzeranno i soliti programmi default. Attualmente il problema è incentrato su quest'ultima fase che mi ruberà molto tempo, per cui non so quando riuscirò a rilasciare la prima versione, e molto probabilmente non avrò ancora modo di inserire l'ultima fase. Utilizzerò SourceForge così: caricherò, nella parte release, le versioni in file .iso; mentre nella parte code caricherò i file della macchina virtuale. 

Specifico fin da subito che il mio sistema operativo voglio che non abbia distinzioni fra 32-Bit e 64-Bit, anche se è disegnato specificamente per un’architettura a 32-Bit.

Vi invito (inoltre) a partecipare a questo mio sondaggio su VK.

Buon proseguimento di serata.


Aggiornamento del 26/01/2020

Ho iniziato a lavorarci, posterò i risultati del mio lavoro su Reddit:

Oggi si comincia a programmare a GittorOS! from u/MrMicheleIsoli

Rigustiamoci il vecchio Commodore 64! (Programma in BASIC + Magic Desk I)

Oggi riapriamo l’argomento Commodore 64 (modello C64C) già aperto la volta scorsa (date un’occhiata qua se vi interessa) dove ho mostrato l’interno della macchina.

Nel video proveremo a creare un piccolo e veloce programmino in BASIC e avvierò il programma Magic Desk I.

Programma in BASIC

Prima parte: voglio che mi compaia una scritta su schermo per salutare i miei fans e voglio farlo con un programma per Commodore fatto in casa.

Ecco la mia creazione:

3 PRINT "❤"
5 REM PROGRAMMIAMO INSIEME!
10 PRINT "CIAO A TUTTI!"
20 PRINT "E BUON 2020!"

La riga 3 deve essere fatta premendo (sulla tastiera del C64) SHIFT+CTRL HOME, il risultato sarà un cuore con colori negativi ed è il comando che viene riconosciuto dalla macchina come “cancella schermo”.

La riga 5 è un commento

La riga 10 e la riga 20 sono invece i comandi che fanno scrivere su schermo le frasi indicate.

Magic Desk I

Di Magic Desk I non esiste la cassetta, ma è possibile da cartuccia o da disco (come ho fatto io).

Magic Desk è un programma da usare con il Joystick, e serve a rendere più intuitivo il lavoro da ufficio su Commodore 64 (in quanto ricordo che il Commodore non dispone di un’interfaccia grafica. Il disco Floppy scaricabile che lascio qua sotto però NON è lo stesso che ho usato; è la stessa versione craccata e per essere caricata è necessario scrivere il comando di caricamento e dopo il caricamento bisogna premere RUN e attendere fino a quando non compare l’interfaccia grafica del programma.

Caricamento dei programmi

Per caricare un programma su macchina bisogna dare il comando giusto + il comando di avvio (solitamente viene eseguito automaticamente).

Per caricare un programma, c’è il comando da cassetta e da disco:

10 REM CARICARE UN PROGRAMMA DA CASSETTA
20 LOAD
30 CARICARE UN PROGRAMMA DA DISCO
40 LOAD "*",8

Per chi lavora su disco, è possibile anche caricare l’elenco di files al suo interno e caricare il primo programma presente (che solitamente è quello che ci interessa):

10 REM CARICARE L'ELENCO FILES SU DISCO
20 LOAD "$",8
30 REM CARICARE IL PRIMO PROGRAMMA PRESENTE
40 LOAD "*",8,1

Scarica gli esempi e il disco di Magic Desk I usati nel video da questa fonte:

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Ciao!

DuckDuckGo contro Google (Progetto “Mike’s Privacy Project” – Capitolo 2)

Procediamo con il progetto “Mike’s Privacy” con una sfida: due social network, un singolo obbiettivo e tante differenze.

Diamo uno sguardo ai due

Prima però facciamo un passo indietro proviamo a riassumere quello scritto nell’articolo precedente: Google è stato accusato di aver venduto dati informatici (solitamente ricerche) a scopo di lucro così da mostrare pubblicità mirate all’utente in base a quello che cerca… è legale questa cosa oppure qui c’è puzza di bruciato?

Ecco che entra in gioco DuckDuckGo, che promette di aiutare l’utente a uscire da questo circolo di dati.

Però, per un utente comune, è difficile passare da Google a DuckDuckGo (anche per me è stato difficile), ma dopo tutti gli scandali che sono girati intorno a Google mi ero decisamente rotto le scatole e ho cercato un’alternativa migliore.

Io ho “conosciuto” DuckDuckGo quando mio padre mi fece usare il suo Raspberry PI (che usava DuckDuckGo come motore predefinito di ricerca); e li mi lamentavo perchè “non era quello giusto, aveva la pubblicità e faceva schifo!”… Mi sbagliavo alla grande! Oggi, a distanza di 6 anni ho pienamente cambiato idea.

E’ vero: Google è sempre un passo in avanti (riguardo i contenuti), perchè mette a disposizione notizie, aggiornamenti, social e tutto quel che si vuole, mentre DuckDuckGo può al massimo mostrare delle fotografie/video che riportano il titolo interessato.

Ma Google non vi darà mai la privacy che volete; sarete sempre sotto i suoi occhi e le vostre ricerche verranno date via senza che voi ve ne accorgiate.

L’unica cosa affidabile di Google, è il parco contenuti che offre.

DuckDuckGo invece è l’esatto contrario: ha un’affidabilità veramente alta, ma i contenuti sono ancora poveri (è solo questione di tempo).

Componenti

Google gode di tanti plug-in tra cui un gestore di foto (Google Foto), un social network (Google+, chiuso al pubblico ad Aprile 2019), un servizio di notizie (Google News) eccetera mentre DuckDuckGo ha a disposizione dei servizi non ufficiali e SOLO se vengono cercati.

Ecco che entra in gioco il “semplificatore di ricerca” che aiuta l’utente a cercare quello che vuole usando semplicemente un comando: i cosidetti comandi !Bang.

Vi faccio un esempio: volete cercare Microsoft su Wikipedia ma volete farla breve – qui sotto trovate la barra di ricerca ufficiale che DuckDuckGo mette a disposizione in linguaggio di programmazione HTML così da inserire il loro motore di ricerca sul sito di chi vuole.

  1. Provate a scrivere la sigla “!w ” che viene usata da DDG per cercare elementi attraverso Wikimedia (il motore di ricerca di Wikipedia)
  2. Scrivete quel che volete cercare (es. “Microsoft” così da formare “!w Microsoft”)
  3. Cliccate sulla lente di ingrandimento e la magia è fatta

Non c’è solo Wikipedia! Ad oggi ci sono “13,358 bangs and counting” come dice DDG! Vi basta scrivere “!bang” su DuckDuckGo per vederli tutti (non funziona su Google, ovviamente).

Poi lo stesso DuckDuckGo spiega alcuni trucchi per “stare bassi” come l’utilizzo di Twitter o Reddit che (a seconda dei loro dati di navigazione) sono più sicuri rispetto ad altri come Facebook, Instagram e Tik Tok.


Conclusione: l’affidabilità di DuckDuckGo, malgrado la sua povertà dei servizi dati, non è paragonabile a quella di Google che è ricca ma inaffidabile a livello di privatezza.

Non c’è altro da dire per oggi: buona serata!

Accendere un LED (Livello BASE) | Arduino da Zero – #2

Accendere un LED è forse il primo passo per imparare a usare Arduino.

Come spiegato nel precedente tutorial, utilizzeremo la scheda Arduino UNO (il kit mostrato era Elegoo, ma è la stessa cosa più o meno) e utilizzeremo un LED (incluso nel kit) che si accenderà ad intervalli di tempo regolari.


Imparare il suo linguaggio di programmazione

Arduino è una piccola scheda programmabile e il suo linguaggio di programmazione standard è il C.

Per programmare Arduino è necessaria una piccola ma essenziale conoscenza di questo linguaggio e non si può fare altrimenti. L’alternativa sarebbe imparare questo linguaggio MENTRE si programma Arduino, ma è una cosa molto più difficile; per cui (se seguite questo tutorial) dovete avere almeno una conoscenza anche MOLTO basilare del C.

Prima di tutto: uno sketch di Arduino si presenta sempre così:

void setup() {
  // put your setup code here, to run once:

}

void loop() {
  // put your main code here, to run repeatedly:

}

E’ diviso in due funzioni e queste funzioni NON possono essere rimosse.

La funzione setup() è una parte di codice che viene eseguita quando la scheda Arduino viene accesa/resettata, mentre la parte loop() è una funzione che viene eseguita DOPO la funzione setup() e viene eseguita all’infinito.

Ora passiamo ai pin: i pin sono gli ingressi/uscite della scheda e sono divisi in analogici (analogpin – Solo Input) e digitali (digitalpin – Input e output); questi 2 pin si differenziano tra di loro perchè servono sostanzialmente a ricevere / inviare informazioni al modulo collegato, tranne per gli analogpin che possono solo ricevere dei dati analogici riportati come numeri.

Per inizializzare questi pin ci sono due metodi:

  • Per i pin analogici non è richiesto nessun tipo di inizializzazione perchè sono sempre pronti a ricevere dati (sono solo input)
  • Per i pin digitali serve un pezzo di codice per inizializzarli affinchè la scheda capisca se sono utilizzati per input o output.

Il LED è un componente da mettere nei pin digitali, quindi avremo bisogno di inizializzare il pin come output; ma soprattutto, dovremo scegliere il pin da inizializzare che in questo caso sarà il numero 8.

Il materiale richiesto per questo sketch è il seguente:

  • Scheda Arduino UNO R3
  • Led (qualsiasi colore)
  • Resistenza da 220Ω
  • Breadboard (qualunque tipo)

Ecco la rappresentazione su uno schema “tradizionale”:

Ora che abbiamo collegato la scheda, il nostro compito è quello di far capire alla scheda che il pin 8 è in output (per accendere il led):

void setup() {
  // put your setup code here, to run once:
  pinMode(8, OUTPUT);
}

E dobbiamo dare il comando in loop di accendere e spegnere il led:

void loop() {
  // put your main code here, to run repeatedly:
  digitalWrite(8, HIGH);
  delay(1000);
  digitalWrite(8, LOW);
  delay(1000);
}

In questo modo, a un intervallo di 1 secondo, il led si accenderà e spegnerà in loop.


Se non volete riscrivere il codice da capo, in questo file troverete lo sketch Arduino con lo schema pannello e lo schema normale.

Se vi è piaciuto l’articolo, trovate questi e molti altri sul sito, non dimenticate quindi di mettere “Mi Piace” alle mie pagine social e iscrivervi ai Feed RSS, trovate tutto qui in parte.

Grazie per avermi seguito e buona giornata.

Internet e la privacy (Progetto “Mike’s Privacy Project” – Introduzione)

Benvenuti nel mio nuovo progetto di tutela della privacy su internet e non solo. Con questo progetto voglio dare il mio contributo a creare e tenere salda la propria privacy in internet.

In che senso “privacy in internet”?

Sappiate da subito che su Internet la privacy NON ESISTE! Su internet l’unica privacy che potete avere sta nel possedere un proprio hosting con i propri dati privati, cosa che non è possibile nel 95% dei casi… Proviamo a crearla insieme!

Esistono già diversi servizi che mettono a disposizione dell’utente un ambiente privatizzato, questi servizi hanno iniziato a diffondersi dopo i casi di vendita dei propri dati da parte di Facebook verso le multinazionali.

I casi di Facebook e Amazon

Diciamolo: non è una novità!

Spesso nei siti web passano pubblicità generate dal noto servizio Google AdSense che passa per Google Ads, dove possiamo notare oggetti che ci interessano molto e che desideriamo molto… Avete mai cercato quei prodotti su Google, Facebook, Amazon o altri siti molto famosi?

Sappiate che quando siamo registrati a un servizio pubblico (spesso anche molto famoso) le nostre ricerche possono essere salvate all’interno di quest’ultimo… Ma che fine fanno?

Quando entrate in un sito per la prima volta vi capiterà spesso di leggere una riga di testo tipo: “Questo sito utilizza i cookies“; i cookies sono dati che il sito prende dalle azioni dell’utente (per esempio: se cerco “arduino” su Amazon, il sito salverà in questo cookie intestato a me la mia ricerca e quindi da questo cookie Amazon sa che io cerco “arduino” sul suo sito).

Non tutti i siti (fortunatamente) hanno i cookies, e soprattutto non tutti i siti con i cookies servono a prendere nota di ciò che cerca l’utente. In alcuni siti con la pubblicità, i cookies non prendono nota delle informazioni dell’utente, ma le ricevono dagli altri siti su cui abbiamo fatto le ricerche.

Questi dati, anche se sembrano innoqui, restano! Amazon e Facebook ne fanno tanto uso per ricevere le azioni che gli utenti effettuano sul loro sito; e da li passano in mano alle aziende come Google e ne producono pubblicità al fine di mostrare all’utente quello che gli interessa.

La cosa più spaventosa è che queste ricerche che noi facciamo vengono vendute… avete capito bene, VENDUTE!!! Facebook attraverso la vendita di questi dati può anche fruttare 500.000€ al mese se non di più. Amazon può arrivare alla stessa cifra in soli 2 settimane se gli utenti cercano molto.

Questa cosa vuol dire che le grandi multinazionali conoscono pienamente quello che cerchiamo (se usiamo tanto i loro prodotti), e questa cosa può diventare anche pericolosa perchè dimezza la nostra privacy senza che noi ce ne rendiamo conto.

Inoltre i servizi come Google Foto, Facebook, Instagram e Whatsapp contengono anche la messaggistica e l’upload di immagini/video e, malgrado i loro produttori (come Mark Zuckemberg) dicano che la nostra privacy è protetta, nessuno ci dice che quelle conversazioni restano protette; tu non sai se loro salvano le nostre conversazioni, le nostre condivisioni private e sopprattuto non sai se le terranno solo loro oppure le vendano e/o distribuiscano in giro (anche in maniera anonima).

Esistono prodotti che tutelano la privacy dell’utente?

Si, e ultimamente sono anche tanti! Ecco qua una lista dei 3 prodotti più utilizzati per questo tipo di esigenza (tutela privacy):

Il primo si chiama DuckDuckGo ed è principalmente un motore di ricerca come Google, nato come alternativa di quest’ultimo da Gabriel Weinberg al fine di preservare la privacy nelle proprie ricerche; è anche la mia scelta (come mostrato nell’articolo su Windows XP):

Il secondo si chiama Tor, e non è un servizio online ma è un programma. Questo programma serve a mascherare la navigazione web del nostro computer spostando il nostro segnale su 3 diversi server casuali in tutto il mondo (chiamati “relay tor”) e contemporaneamente criptando l’IP del nostro computer. In questo modo, quando “riapriremo gli occhi su internet”, nessun’altro al di fuori di noi potrà vedere chi siamo realmente, quali circuiti di navigazione abbiamo usato per criptarci (i “relay tor” di cui parlavo prima) e il nostro vero indirizzo IP… Figata, no?

E questo complesso processo può essere usato anche per aprire i siti web di un domino che con altri browser non è possibile aprire: il dominio onion.

Per semplificare l’utilizzo di questo prodotto, è stato pubblicato un software multipiattaforma chiamato Tor Browser: una versione modificata di Mozilla Firefox che sfrutta il programma Tor per criptare le nostre connessioni.

C’è solo un problema: i domini onion, come detto prima, sono domini di massima riservatezza, e molti criminali se ne approfittano per vendere prodotti illegali come armi e droga, per questo Tor Browser spesso può essere pericoloso.

Terzo ed ultimo: Tails è un sistema operativo interamente basato sulla privacy. Utilizza Tor per criptare tutti i passaggi esterni al nostro computer ed è molto usato per la realizzazione dei server onion.

Fine, avete visto come da una semplice ricerca ne può derivare tutto un giro di dati? Io sto studiando questa cosa e voglio condividerla con voi.

Vi chiedo, se vi è piaciuto l’articolo, di mettere “Mi piace” alle mie pagine sui social e seguirmi attraverso i Feed RSS.


In conclusione, la privacy su internet è una cosa inesistente ma molte persone si battono al fine di crearne una e dare la possibilità a chi non si fida tanto dei più famosi siti web che è possibile “stare bassi” e non farsi vedere.

Noi ci vediamo con un prossimo articolo e buona giornata!

La storia del mio computer

Tempo fa, alla fiera dell’elettronica di Montichiari, mi trovavo un po tra i paddiglioni per cercare del materiale (CD, DVD eccetera) e nel mentre, mi capitai davanti all’esposizione di un signore: era un signore un po anziano con una bella raccolta di computer in vendita.

Passai a guardare: si passava da computer rotti per soli 3€ a computer demoni da 500€! Io trovai un normale computer da casa/ufficio che faceva al caso mio: un HP Compaq datato 2009 con installata sopra una distro di Linux (credo Fedora) protetta da password con una velocità scadente e una incompatibilità video che non poteva alzare la sua risoluzione al di sopra di 1024×768. Il venditore mi disse che era stato usato in alcune scuole superiori.

Dopo uno sguardo un po serio, decisi di acquistarlo non rendendomi conto che era in realtà ua figata! Lo pagai solo 15€ e con una bella aggiustatina, un cambio di sistema operativo (adesso ci gira sopra Windows 7) e un po di pazienza riuscii a cambiare questo computer.

Va velocissimo e posso fare quasi tutto: lo uso per scopi scolastici, hobbistici (Arduino) e casalinghi.

Voi cosa ne pensate? Spero che questo signore ci sia ancora alla fiera così da poterlo ringraziare.

Smontare un Commodore 64

Oggi tenteremo un’esperimento delicato ed affascinante: basandomi su un Commodore 64 C che mi è stato regalato 3 anni fa, voglio vedere oltre la macchina, voglio vedere ciò che c’è al suo interno; e nel farlo, voglio condividere questo momento con tutti voi.


Inanzitutto: cos’è un Commodore 64?

Questo computer prodotto commercializzato per la prima volta nel 1982 è riuscito a portare in molte case quello che ad oggi risulta essere una delle apparecchiature più usate nella quotidianità (non il telefono, il computer!).

Non era niente di speciale nell’aspetto estetico, al contrario di ciò che ti faceva vedere appena lo collegavi!

Vi riporto qua sotto un breve pezzo da Wikipedia:

Quello che ti faceva vedere quando lo accendevi, era una schermata blu/azzurra con un terminale. Aveva un’enorme potenziale per quei tempi, la memoria RAM era infatti di 64KB (l’evoluzione dei computer dal 1979 al 1989 ha presentato per la prima volta: il Texas Instruments TI-99/4A da 16KB, lo ZX-Spectrum da 16KB/64KB, il Commodore 64 da 64KB, il Commodore 128 da 128KB, il Macintosh/Apple Lisa da 128KB, e lo ZX Spectrum +2/+3 da 128KB).

Una notevole differenza rispetto agli altri computer era data dalla grafica con 16 colori (mischiabili), 8 sprite su schermo e aveva una velocità di calcolo pazzesca!

Vi lascio in allegato il manuale (in PDF) del Commodore Basic V2 con la quale è possibile programmare il Commodore 64:

E’ stato uno dei più grandi successi sia commerciali che innovativi, e ne detiene ancora oggi un’ottimo nome (malgrado sia obsoleto dal 1991 e le vendite siano state interrotte nel 1994).


Passiamo al nostro progetto: voglio vedere cosa c’è “dietro la macchina”.

Inanzitutto, ho aperto la macchina rimuovendo le viti che stanno al di sotto (dalla parte inferiore della tastiera) e ho rimosso anche il coperchio:

Adesso, possiamo rimuovere la tastiera per guardare meglio quello che sta sotto:

Possiamo anche dare un’occhiata alla tastiera stessa:

Adesso procediamo a rimuovere lo strato colorato di argento (penso sia cartone o qualcosa riguardante la carta ma non ne sono sicuro) e guardare la parte elettronica vera e propria:

I pezzi principali del computer con la quale interagisce anche l’utente, sono gli ingressi / uscite ovvero:

  • Input alimentazione (Power)
  • Switch (interruttore per accendere e spegnere il computer)
  • Control port 1 e 2 (input per joystick / mouse)
  • Expansion Port (ingresso di cartucce)
  • RF (Uscita video in formato analogico per la sintonizzazione del monitor / televisore analogico) e L-H (modulazione)
  • Video (Uscita video per ingresso monitor)
  • Serial (Porta per il collegamento dei Floppy Disk Drive e della stampante o Commodore Printer)
  • Datasette (Porta di collegamento del mangianastri)
  • User Port (Altra espansione)

Qui sotto le riporto le immagini relative all’elenco appena trattato secondo il Commodore 64C:

Anche se non fa differenza, qui ci sono le stesse foto fatte al modello primario del Commodore 64:

L’unica differenza è che sostanzialmente, il Commodore 64C ha le scritte sopra gli input / output così da rendere più facile l’uso all’utente, mentre il Commodore 64 (primo modello) non le possiede, ma le tiene scritte sul manuale (allegato prima).

Qui lascio tutta la galleria delle foto che ho fatto:

Se volete dare un’occhiata alle foto, le ho caricate su Facebook:

Buona giornata a tutti!

Windows XP – Come scaricare questa vecchia perla!

Ancora oggi odio quelli della Microsoft che nell’anno 2014 terminò il supporto di Windows XP e non solo…

Tra un mese (Gennaio 2020) anche il supporto di Windows 7 terminerà, e come ha sempre fatto la Microsoft, faranno di tutto pur di installarti Windows 8/8.1/10, ma se l’utente non vuole: c’è ancora la possibilità di usare (anche se in maniera MOLTO limitata) i vecchi sistemi operativi della Microsoft? Quei sistemi semplici che davano tanta soddisfazione?

Ecco quindi come scaricare questa vecchia perla anni 2000!


Scaricare il file .ISO in Italiano

Per cominciare: esistono diversi siti che mettono a disposizione questo sistema operativo, la maggior parte però contiene virus e/o pubblicità.

Di seguito ho elencato alcuni link delle fonti più sicure che ho trovato (senza pubblicità):

Il primo pacchetto l’ho scaricato anche io, ed è affidabile, il secondo invece l’ho scaricato ma non installato; tuttavia il secondo è un file molto scaricato con molti peer attivi attualmente tra cui io (Dicembre 2019).

Inoltre, se avete eMule, vi lascio questo bel pacchetto scaricabile che contiene diversi giochi che ai tempi andavano molto (mio cugino possedeva i CD di alcuni di questi e ho molti bei ricordi delle partite che facevamo). Questo file ha molti peer, quindi il download dovrebbe essere veloce.

Il product key della versione su archive.org (che dovrebbe andare anche su quella di eMule) è: Q8VBM-34FWW-7DFFY-DG34X-DP79J


Attivazione di Windows XP

Dopo il termine del supporto, Windows XP non può più essere attivato normalmente. E’ quindi necessario fare una cosa diversa:

  • Premi la combinazione di tasti di scelta rapida ⊞ Win+R. In questo modo, verrà visualizzata la finestra di dialogo “Esegui” tramite la quale è possibile accedere all’editor del registro di configurazione del sistema operativo.
  • Digita il comando “regedit” all’interno del campo “Apri” della finestra “Esegui”.
  • Premi il tasto Invio. In questo modo, verrà aperta la finestra “Editor del Registro di sistema”.
  • Espandi il contenuto della cartella “HKEY_LOCAL_MACHINE”. Per farlo, occorre cliccare con il tasto sinistro del mouse sull’icona a forma di “+” posta sulla sinistra del nodo indicato e non selezionare la cartella in sé.
  • Espandi la voce “SOFTWARE”.
  • Accedi al nodo Microsoft -> Windows NT -> Current version
  • A questo punto, seleziona il nodo “WPA Events”, ma senza espanderlo. Il contenuto di questa cartella dovrebbe venire visualizzato all’interno del riquadro destro della finestra dell’editor del registro di sistema.
  • Seleziona la voce “OOBETimer” con il tasto destro del mouse.
  • Scegli l’opzione Modifica dal menu contestuale apparso.
  • Evidenzia il contenuto della chiave “OOBETimer”.
  • Premi il tasto Canc della tastier. In questo modo, tutti i valori mostrati dovrebbero venire rimossi.
  • Digita i seguenti valori: FF D5 71 D6 8B 6A 8D 6F D5 33 93 FD

Ecco un’anticipazione dei nuovi articoli che voglio rilasciare: infatti (dato che il mio computer non ha neanche 1GB libero su 150GB) ho deciso, non sapendo cosa cancellare, di caricare il materiale più utile su iCloud attraverso un piccolo abbonamento che ho pagato SOLO 0,98€ al mese che mi offre 50GB e di fare il giro di alcuni sistemi di Linux; come ho scritto questo Tweet:

Semplice: proverò la mia esperienza con 3 diverse distro di Linux (Ubuntu, Linux Mint e Netrunner) e in più voglio provare cosa si sente usando Windows XP nel 2019.


Se volete avere a disposizione una fotocopia con scritto quel che volete fare per installare Windows XP, vi lascio allegata una copia (più semplificata) di questo tutorial (vi sarà scritto di usare Windows Update, però non si è certi se vi sono ancora aggiornamenti disponibili per cui se volete potete ignorare):

In più, se voleste “stabilirvi” su Windows XP vi consiglio di dare un’occhiata al pacchetto Windows Feature Pack di CosmoMattia75Vista che offre all’utente un’aiuto per connettersi a Internet con i vecchi sistemi operativi (tra cui Windows XP); ecco il suo video nel caso voleste provarlo:

E come mio consiglio: se volete avere un motore di ricerca più veloce rispetto a Google (perchè Google non è più supportato su Windows XP), vi consiglio Mozilla Firefox e un motore di ricerca affidabile e veloce come DuckDuckGo (che offre anche un’ottima esperienza di privacy):

Spero che l’articolo sia stato utile, grazie per aver letto e buona serata!